The Lost Generation II

La mia generazione sembra proprio sia stata cancellata dall’esistenza della Storia.
Quando paragonavano i millennial alla lost generation forse avevano ragione. Siamo la generazione perduta del nuovo secolo, ed è paradossale che ci abbiano dato questo appellativo, “millennials“, perché leggendolo sembrerebbe qualcosa di epico, di straordinario, di strafico.

La prima generazione di Internet, la generazione della rivoluzione digitale, dei social… e dello schifo supremo che due generazioni hanno deciso di scaricarle addosso.
Reputo più colpevoli gli X dei boomer: non hanno mai fatto la loro rivoluzione, sono stati attaccati al culo dei padri facendo finta per un po’ di criticarli per poi correre a chiamarli piangenti quando la situazione diventava (per loro) insostenibile. Figli della bambagia, cresciuti con privilegi e tv spazzatura (in molti casi siamo diventati come loro).
Noi abbiamo subito un grosso trauma: quello di vederci tolto il futuro, quello di essere cresciuti con le più grosse aspettative di sempre, poi neanche disilluse, proprio strappate via, disintegrate, scomparse da un giorno all’altro. Non abbiamo voce, non esistiamo.

Nessuno si (pre)occupa di noi, noi per primi ce ne freghiamo di noi stessi.
Non abbiamo valore, al massimo siamo una folata di vento di 5 secondi sentita per caso ed etichettata come “rottura di balle”, per poi tornare nel dimenticatoio, nel secchio di merda.
Invisibili, ma soprattutto inutili. Inutili al sistema, al progresso dell’umanità, al mondo.
Ci hanno fatti fuori prima che potessimo accorgercene e alzare la voce.
E siamo stati ingenui e poco svegli noi a non capirlo in tempo.

Chi salverà questo mondo? Di certo non noi.
Siamo dovuti arrivare a questo, a dare questo sacro mandato agli stessi individui che hanno generato il male.
Un circolo, un viaggio che rientra dove tutto è cominciato, un uroboro.
Ironico ma forse anche giusto, quasi poetico, in rima.
Dovevamo essere noi, gli eroi. Così ci avevano promesso le favole di quando eravamo bambini. Ci hanno fatto sparire con i giocattoli elettronici e le merendine Kinder fetta al latte.
Eravamo tutto, eravamo il futuro, eravamo il sogno.
Avevamo tutto, avevamo in mano le porte del paradiso.

Niente. Ecco cosa siamo ora. Un paradosso temporale che nessuno ricorderà: come in Donnie Darko, siamo esistiti in un altro universo, e qualcuno, forse, percepirà quello che siamo stati come un deja vu. Ma siamo incorporei, solo un flebile battere di palpebre, di flash che si trasforma in una sensazione evanescente e presto dimenticabile.

Non siamo la vera realtà, siamo un’ipotesi, una delle tante formulate.
Non hanno considerato noi per portare a compimento il teorema, e noi, dal canto nostro, probabilmente manco sapevamo, o volevamo partecipare all’operazione.

13 febbraio 2021

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