Battaglia al buio

Quanto (mi) conviene scrivere nei momenti bui? Quando sento quel fastidio al petto, quel dolore allo stomaco.
Quando cerco tra le pagine che pagine non sono, perché non c’è carta, e non c’è nemmeno materia, non c’è contatto tattile se non con lo schermo. Ma lo schermo non è la “pagina”, lo schermo è un pezzo di plastica, che non ha dentro altro che polimeri e altre diavolerie chimiche. E la pagina non è pagina, ha preso il suo nome da una cosa già esistente, perché oggi ci riferiamo a cose nuove con nomi vecchi, di cose vecchie ma diverse. Analizziamo le differenze, ogni tanto. Potrebbe farci bene.

Mi perdo, ancora, e ancora. E cerco compagnia.
Fossi vissuto in altri tempi (e fosse stato permesso di uscire di casa), mi vedrei bene vagare verso una bettola, pirata nella notte in cerca di qualcuno o qualcosa con cui placare questo senso di bisogno di non so cosa ancora.
Sarei stato un ubriacone? Se no, avrei sofferto cercando semplicemente di diventare amico di qualcuno che non esiste, tra le pagine di un libro? Mi sarei accontentato, anche qui, di una cosa meterialmente inesistente, solo mentale, ma utile a rifugiarsi lontano da un fastidio tutto fisico e cerebrale insieme?
Chissà come la pensavano, un tempo, di quelli che preferivano la compagnia di un libro a quella di un essere umano?
Che poi sto ancora paragonando due cose mortalmente diverse e distanti. Oggi nessuno se la prende più se ti perdi nella lettura. Forse perché nessuno legge più, e allora andrebbe bene qualsiasi cosa per “perdersi”, purché non lo si faccia con le droghe, o con quell’altra “cosa” non materiale, ma che pure droga è, che chiamiamo “rete” (anche qui: vogliamo analizzare il significato originale della parola e cosa è diventata per noi? Vogliamo?)

L’uomo ha bisogno di perdersi, evidente(mente). Cambiano i modi per farlo, ma alla fine vuole sempre essere in un posto diverso da quello in cui si trova fisicamente, realmente. Che ci si perda, con la mente; ci si allontani dal nostro interiore, che anche lì c’è un perdersi, ma un perdersi oscuro, da cui, si sa già da principio, si teme di non riuscire a tornare. Invece, sappiamo, ne siamo praticamente certi, che da quegli altri luoghi, dal bicchiere, dal digito, dall’ago, dal gioco, dal narrativo, dal guardare, dall’udire, sappiamo che torneremo. Ne siamo sicuri, appunto. Perché?
E se un giorno ti risvegliassi Dorian Grey? E se un giorno vedessi davanti a te il monolite di 2001? Questo non può essere, dici? Sei più sicuro di ciò che di poter ritornare dal viaggio nel buio che trattieni nelle viscere da quando si è risvegliata in te la capacità di dare un senso alle scene che hai nella testa. Non sarà che quel buio assomiglia a quell’altro buio, quello grosso, definitivo?

Umani di tutte le epoche hanno osato sputare fuori il buio nella scrittura. Io anche, stanotte, scrivo dal buio di una condizione che so momentanea, e proprio perché so che è momentanea, mi domando quanto di ciò che scrivo serva davvero nel disegno generale della maturazione.
La vita in fondo non è davvero crescere, è mantenere la forza di confrontarsi ogni santo giorno con le stesse, schifose incertezze. Resistere, battersi per restare vivo. Restare vivo per cosa? Perché speri che un giorno non dovrai più lottare con lo stomaco e il petto. Sì, quel giorno ci sarà, quel giorno potrai smettere di lottare. Ma non perché avrai ottenuto una qualche conoscenza superiore, avrai capito come stare al mondo senza che quel buio ti rovini le giornate. Non lotterai più perché il buio vincerà, e tu non potrai che seguirlo.
Rimarrà la lotta, forse, a qualcuno dopo di te, ma non è detto. Tu provaci, e ci proverai, a lasciare il segno delle tue battaglie sulla terra calpestata da qualcun altro. Non è forse questa la millenaria guerra di ognuno di noi? Lasciare un segno per qualcuno?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.