Un.o

Possiamo essere soli, o diventarlo in un attimo, se non pensiamo più, o anche se pensiamo troppo, soprattutto.

Ogni uno è solo, ogni uno si deprime. Ogni uno che palle sta storia, ogni uno senti lascia lì, ogni uno sei un gran cagacazzo, ogni uno non ho capito.

Ognuno ha le sue pare, certo, così pare. Pare nelle pareti, parenti imparentati apparentemente ma non apertamente.
Tutti fratelli, tutti giovani e belli, tutti alti e snello, come in dei bordelli.
Non c’è tempo, tutto corre e nessuno corre da vero, dobbiamo solo saltare sul tnero, stare al passo al passaggio del passaggio di un qualche panfilo non più all’ormeggio.
Farci un omaggio, tentare un ammaraggio, soli, solitari e solipsisiti (e chi ha stipsi se lo tenga per sé, se può).

Salvagente, salvame.
Solitari giocando a dadi, giocando coi rami, con i resti di quel che resta nella foresta, che rest-a;
se fai domande non sono più tuo amico, hai sentito?
Mi stai antipatico, sei come me.

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