Scritto nelle storie di Instagram…

Mi torturo.
È bello, farsi torturare da sé stessi
Facendo finta che sia un altro a farlo
Non esiste che ti chiami
Non esiste.

Se, domani,
Saprai tu cosa fare delle chiavi,
Non c’è un sogno, stanotte.
C’è solo guardare, respirare e sperare
Un senso che si trova tra parole immaginarie,
Aria fritta che mi inebria e poi dimentico,
Guardare e non toccare
Toccare e non avere
Avere e non potere.

Tanti luoghi che vedo,
Solo nel mondo, che rispecchia una foglia rossa,
Figlio di un’arte complessa,
che ragiona su te che reprimi l’angoscia.
Vorrei cambiare per cambiare te,
Trasformarmi in qualunque cosa vorresti
Sarebbe facile e indolore
Ma preferisco alternative.

Ha senso. No, ovvio.

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