Pensare un pensatore

Tirare in ballo Pasolini.

Solo per aver visto un post su internet. Quanto deve essere patetico. Pensare ad un pensatore, a quel pensatore. Oggi, un secolo che ci divide. Due epoche, due mondi. Non sapere in realtà nulla di lui, di quel mondo. Io l’ho sempre pensato con timore, e anche fascino. Il timore di qualcosa troppo alt(r)o per essere toccato; il fascino di seguire una strada alternativa, di abbracciare il diverso, di non avere paura di esprimere il proprio scontento nonostante il benessere.

Ora non c’è più niente.

Delle volte penso a lui, e a tutti quei “morti prima del tempo”: nessuno è morto prima del tempo, ed è difficile immaginarli vecchi oggi, sempre. Credo che semplicemente siano stati troppo grandi per questo mondo. Lo erano allora, lo sono oggi.

Ma Pasolini ha qualcos’altro. Qualcosa che non si può esprimere a parole, perché anche solo tentare vorrebbe dire fare finta di averlo compreso un po’. E non si può comprendere davvero Pasolini, sarebbe da ipocriti e irrispettosi. Bisogna invece ammetterne l’intoccabilitá, la lontananza.

Del resto scrivo da un cellulare un pensiero su un uomo solo perché un post su internet mi ha ricordato che oggi è l’anniversario della sua morte…

Come si possono rapportare due mondi così diversi, così lontani, senza cadere nell’insulto?

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